esempio progetto didattico inclusivo

Un esempio di progetto didattico inclusivo che mette al centro comunicazione, manualità e sostenibilità ambientale

L'overdose digitale post Covid-19

In questi ultimi anni a causa della pandemia, la scuola è stata protagonista di una accelerazione tecnologica senza precedenti. Tralasciando momentaneamente gli indubbi vantaggi di questa rivoluzione digitale che ha interessato le nostre scuole e la didattica, va sottolineato i nostri bambini e ragazzi, come ha a più riprese sottolineato la Società Italiana di Pediatria, sono stati esposti a una “overdose digitale”.

Le conseguenze sulla salute dei minori sono in molti casi devastanti: sintomi depressivi, disturbi alimentari e cyberbullismo, problemi psicologici, disturbi del sonno, dipendenza, ansia, problemi comportamentali, distorsione della percezione del proprio corpo, ridotta attività fisica, grooming online, problemi alla vista, cefalea.

Ecco perché oggi vogliamo parlarvi di un interessante progetto didattico di una piccola scuola di un borgo ligure (Bergeggi, SV) che si contrappone diametralmente a questa tendenza, attraverso un progetto che pone al centro della didattica della scuola dell’infanzia e della Primaria, il “Saper Fare” e il “Saper Comunicare”, attraverso le mani.

La nascita del progetto

Il progetto è una best practice nata e promossa da un’associazione locale attiva sul territorio savonese con numerose iniziative sociali, il Circolo Ricreativo Bergeggino. Nel 2021 insieme ad altre iniziative, hanno testato un laboratorio dedicato alla cucina per bambini, “Bimbi in cucina”, che ha riscosso fin dalle prime edizioni grande successo.

Il gruppo di volontari, la cui sede è proprio davanti alla scuola, ha deciso così di creare un progetto basato sulla manualità, che potesse “entrare” nelle mura scolastiche, rafforzando così l’offerta formativa di una piccola scuola che ogni anno, a causa dell’abbassamento demografico come tante scuole italiane “lotta” per raggiungere i numeri necessari al mantenimento della scuola aperta all’interno del Comune.

Il progetto didattico A Noi le Mani

"La mano è lo strumento più importante dell’uomo: è l’arto che caratterizza gli esseri umani rispetto a tutti gli altri esseri viventi", diceva Maria Montessori.
La mano comunica, crea, scopre, lavora, gioca.

È grazie all’utilizzo delle mani, intese come potenziale comunicativo, strumento di scoperta del mondo e di realizzazione di piccole e grandi e cose, che può avvenire nei bambini una crescita equilibrata, ricca di risorse e possibilità.

Il progetto “A noi le mani” si articola in tre percorsi ludico-didattici integrati:

Educare all’inclusione: anche il silenzio suona!

Partendo dall’idea che le mani comunicano permettendo di superare le barriere sociali, l’associazione ABAcadabra di Genova proporrà ai bambini il laboratorio annuale “Educare all’inclusione: anche il silenzio suona!”. Si tratta di 15 incontri con l’obiettivo di far vivere ai bambini un momento di inclusione, sperimentando la possibilità di comunicare in modi alternativi attraverso il linguaggio universale della musica e la lingua dei segni italiana.

Nel corso dei 15 incontri i bambini impareranno i loro “segno nome”, i colori, gli animali, i frutti oltre che i segni fondamentali della pragmatica della comunicazione. Allo stesso tempo, verranno a contatto con i fondamentali della musica, quali ritmo, volume, velocità, tonalità, timbro, emozioni. Sperimenteranno inoltre piccoli ritmi grazie all’uso di percussioni pedagogiche, ascolteranno brani diversi e appartenenti a diversi generi musicali.

Queste sperimentazioni avverano sempre in modo indiretto e mediato dal gioco e dal movimento, facendo leva sulla naturale propensione dei bambini in età prescolare a seguire e decodificare in modo naturale e spontaneo la musica e il suo linguaggio.

La musica è suono, ma il suono può avere senso solo grazie alle pause! Le pause sono silenzio, sospensione, respiro. Ed è così che la musica suona grazie al silenzio, e il silenzio può suonare se è riempito dai gesti di una lingua!

Orto didattico biologico

E' stato creato un orto biologico eco-sostenibile all’interno della scuola, in cui i bambini, coinvolti in laboratori pratici, apprenderanno le basi dell’agricoltura e della stagionalità degli alimenti. Impareranno a conoscere la frutta e la verdura, la semina, le cure colturali (irrigazione, sarchiatura, scerbatura fino alla raccolta) e infine, scopriranno le api e la loro utilità grazie a un’arnia didattica.

Scuola di cucina

La scuola è allestita dentro gli spazi scolastici sotto la guida di uno chef professionista che illustrerà ai piccoli master chef i segreti dei piatti base della tradizione italiana. Ciascun laboratorio si comporrà di una prima parte teorica e una seconda parte pratica in cui i bimbi metteranno in pratica quanto appreso, mettendo le mani “in pasta” e misurandosi con impasti, cotture, abbinamenti di cibi e impiattamenti.

Un esempio virtuoso di sinergia tra pubblico e privato

Con una tale complessità e corposità del progetto era improbabile ottenere un finanziamento pubblico cospicuo che permettesse la realizzazione dell’intera pianificazione in un solo anno scolastico. E così grazie al sostegno delle istituzioni locali che fin dall’inizio hanno creduto nel valore didattico del progetto, è stato ottenuto un finanziamento da un’azienda del territorio, Vado Gateway, da sempre attenta alle tematiche di valorizzazione del territorio e delle risorse del savonese, con particolare riferimento ai bambini e ai giovani.

Un grande in bocca al lupo da tutto il team di Bit on Cloud, ci auguriamo di poter raccontare attraverso il nostro blog tanti altri progetti come questo dedicati alle scuole!

1 - Leadership scuola

8 - Come promuovere la tua scuola

33 - Scuole Senza Zaino

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